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Facebook senza tregua: un nuovo attacco!

Non esiste tregua per Facebook! Pochi giorni fa è stata resa pubblica la notizia di un nuovo attacco al social network: i truffatori stavolta hanno preso di mira i messaggi privati degli utenti.

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e il furto delle credenziali di milioni di account, ora i truffatori vendono online i messaggi privati.

COSA SI CONOSCE DI QUESTO ATTACCO?

La BBC ha rilasciato la notizia, dopo aver individuato all’interno di un forum la messa in vendita dei log di moltissime chat di utenti del Social.
Vengono richiesti pochi soldi per l’acquisto di ogni singola “conversazione”: con soltanto 10 centesimi chiunque può accedere ai messaggi online di un account. Diversamente dai passati episodi, stavolta Facebook non è stato violato: il problema è da ricercare nei browser utilizzati dalle persone per accedere al proprio profilo. Sono certe applicazioni di bookmarking o mini giochi offerti dai brower stessi a risultare sospetti e i probabili canali utilizzati dai malintenzionati.
I cyber criminali hanno prima compromesso le estensioni utilizzate dagli utenti, poi monitorato e scaricato i messaggi privati.

Alcune chat sono già state pubblicate sul web e di conseguenza sono ormai note al pubblico: riguardano prevalentemente conversazioni in merito ad una vacanza e ad un concerto di una famosa band, si leggono lamentele tra familiari e un dialogo intimo tra una coppia.

LA REAZIONE DI FACEBOOK

Facebook ha prontamente reso noto che stavolta non era stata raggirata la propria sicurezza e di aver contattato immediatamente i produttori dei browser manomessi. Il dirigente di Facebook, Guy Rosen, afferma, inoltre, di aver informato le forze dell’ordine per provvedere alla rimozione delle informazioni private pubblicate online.

La maggior parte delle chat rubate provengono da paesi dell’est, ma anche Inghilterra e Stati Uniti non ne sono usciti completamente immuni. L’identità dei cinque autori russi di questo attacco non è ancora nota, il fatto sicuro è che queste chat non abbiano alcun legame con i dati di Cambridge Analytica.

 

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Fonte dei contenuti: Federprivacy.org